Proiezione del film e dibattito a seguire tra Danilo Callegari e Daniele Zongaro

Africa Extreme:
50 km di nuoto continuativo in oceano, con partenza da Zanzibar Town e arrivo a Bagamoyo.
1.150 km di corsa endurance da Bagamoyo fino al Campo Base del Kilimanjaro, coprendo una maratona al giorno. Correrà lungo strade sterrate che percorrono l’arido ed inospitale entroterra della Tanzania e salirà e scenderà su altopiani attraversando immense zone di savana.
Salita del Kilimanjaro (5.895 m) senza campi intermedi, con partenza dalla base e arrivo direttamente in vetta.

Iniziato nel 2011 con il South America Extreme, il “7 Summits Solo Project” è l’ambizioso progetto con cui Danilo Callegari si propone di raggiungere le sette vette più alte dei 7 Continenti unendo all’impresa alpinistica vera e propria altrettante sfide di outdoor estremo.

Dopo South America Extreme nel 2011 ed Europa Extreme nel 2012 è dunque la volta di Africa Extreme 2015 e mai come in questo caso si può davvero parlare di sport estremo, reso ancora più estremo dal contesto in cui Callegari si misurerà a partire dai primi giorni di ottobre: il continente africano.

“Partirò da Zanzibar nuotando nell’Oceano Indiano per 50 chilometri senza sosta (entro 24 ore) fino a Bagamoyo” spiega Callegari. “Da lì, attraverso la savana, percorrerò di corsa 1.200 chilometri in 27 giorni, in pratica una maratona al giorno. Raggiunte le pendici del Kilimanjaro (1.600 mt) salirò da un versante fino alla vetta (5.895 mt) senza l’ausilio di campi intermedi, senza ossigeno e portatori, per poi ridiscendere dall’altro versante, entro le 24 ore”.

Una sfida ancora una volta ai limiti dell’impossibile, di fronte alla quale, le vette più alte già conquistate delle Alpi, delle Ande, del Caucaso e dell’Himalaya, i 4 deserti attraversati sinora, il tentativo di passaggio in kayak dello Stretto di Magellano ed i 18mila chilometri percorsi in solitaria nei luoghi più impervi ed inospitali del pianeta, appaiono davvero poca cosa.

“Il 7 Summits Solo Project” afferma Callegari “significa anche alzare ad ogni tappa l’asticella della sfida, con me stesso prima ancora che con la Natura e le difficoltà esterne. E l’Africa, in questo senso, è una straordinaria opportunità e un ambiente unico per mettermi alla prova”.

La durissima preparazione per questa sfida vede Danilo Callegari affiancato da un’equipe di esperti di varie discipline, dal dottor Giulio Roi, direttore del centro studi Isokinetic all’ex campione di nuoto Marco Bellino; dal nutrizionista Antonio Benetti al maestro di yoga indiano Raju Paithankar.

In Africa si spingerà oltre ogni tipo di resistenza umana mentale e fisica, cercando di misurarsi con se stesso in uno dei continenti più selvaggi dell’intero Pianeta. Passerà dall’umido delle acque oceaniche, ai caldi torridi delle distese centrali africane, fino ai ghiacci perenni sulla cupola del Kilimanjaro.